Progetto gioco: un modello educativo centrato sul gioco

Pubblicato: Venerdì, 19 Settembre 2014
I Servizi Educativi della Citta' di Torino si occupano di spazi per il gioco da piu' di dieci anni, quando ancora l'argomento non era di moda ma anzi risultava molto faticoso spiegare a politici ed amministratori l'importanza di istituire servizi che si occupassero del divertimento di bambini e ragazzi, quanto il giocare fosse collegato strettamente con l'apprendere e quanto permettesse di mettere in pratica, attraverso esperienze dirette, il rapporto con il mondo, sia fisico che relazionale. Il modo di giocare e gli spazi di gioco, i giocattoli stessi, si sono modificati dal dopo guerra ad oggi e sono in continua evoluzione. I bambini italiani, con i loro padri ed i loro nonni, hanno smesso di costruirsi i giocattoli intorno agli anni '60, quando l'industria e' riuscita a coprire le richieste di mercato con oggetti piu accattivanti e, soprattutto, a costi economici piu' contenuti. In precedenza il giocattolo industriale per la qualita', la limitata produzione ed ancor piu per il costo era riservato a pochi. Le trasformazioni sociali e culturali hanno ridotto i tempi e gli spazi per il gioco e sono divenuti necessari luoghi in cui recuperare:
  • il piacere di stare con altri a giocare, facendo esperienza diretta di relazioni: incontrarsi, scontri, litigi e rappacificazioni ;
  • la sfida con la propria capacita' creativa, in cui sia possibile progettare e realizzare giocattoli ;
  • la conoscenza con molti e diversi tipologie di giocattoli in produzione ;
  • l'incontro con i giochi di tradizione che si tramandavano nei cortili o per le strade in modo naturale tra bambini di eta' diverse ;
I luoghi di cui stiamo parlando sono i Centri per la Cultura del Gioco e propongono ai bambini, ai ragazzi e ai giovani, non stimoli, ma occasioni d'incontro vero con le cose e tra le persone riconoscendo che e' questo che produce conoscenza e di conseguenza creativita'. I Centri di Cultura per il Gioco si inseriscono e sostengono un piu vasto Progetto Gioco, che colloca i suoi interventi tra scuola e famiglia, tra istituzione pubblica e dimensione privata, tra progettazione educativa e produzione di mercato. Dall'Ottobre 1999 si e' inserita all'interno di questi servizi la collaborazione con associazioni, e cooperative educative: grazie ai finanziamenti della Legge 285/97 e' stato possibile potenziare il servizio offerto quotidianamente ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie. Lo sforzo comune rimane quello di promuovere e praticare il gioco come espressione di liberta' creativa, di autonomia, di crescita interpersonale e sociale, riconoscendo la necessita' di rivendicare per il gioco uno spazio di diritto che e' sempre piu negato da tempi e ritmi della vita metropolitana.
Come detto, il Progetto Gioco di Torino, raccolgie tutti i Centri per la Cultura del Gioco che mantengono e sviluppano caratteristiche diverse:
il Centro per la Cultura Ludica, spazio di testimonianza, ricerca, formazione e sperimentazione continua sul gioco, dalla tradizione popolare, alla dimensione storica, al collezionismo come continuo gioco di esplorazione e di riorganizzazione degli oggetti, al modellismo, al video-gioco e...ancora luogo da scoprire visitando le collezioni permanenti e quelle temporanee ;
4 Ludoteche, luoghi attrezzati e predisposti per accogliere le diverse richieste di gioco, dai giocattoli in produzione, da prendere anche in prestito, al Laboratorio per costruirsi il proprio giocattolo, alla trasmissione di giochi della tradizione di diverse culture ;
2 Punti-Gioco, in cui e' prioritario lo spazio d'incontro tra generazioni, non sono presenti i giocattoli industriali, ma il laboratorio offre l'ooportunita' di costruirsi giocattoli con prevalente uso di materiali di recupero urbano ;
8 Sale Gioco in Ospedale, in cui sono presenti animatrici per organizzare e gestire le proposte di gioco per i bambini degenti, creando un costante riferimento con le abitudini della vita fuori dall'ospedale ;
Perche' differenti tipologie di Servizi Educativi sul gioco
Le motivazioni sono diverse, e si riconducono a riflessioni di carattere sia pedagogico che socioculturale. Lo spazio della citta' non permette a bambini e ragazzi di incontrarsi e muoversi agevolemnte, ma e' in crescita la discussione e la ricerca, da parte degli adulti, di proposte che consentano di individuare luoghi di aggregazione che rispondano a bisogni diversi e che permettano di realizzare una pluralita' di scelte (c'e ancora molto da fare ma e' importante valorizzare ogni piccolo passo in questa direzione!). L'esigenza di modelli di riferimento differenti che arricchisca il panorama dei possibili rapporti educativi, centrati sulla valorizzazione del gioco, richiede la possibilita' di realizzazioni concrete e varie. Luoghi in cui la figura dell'adulto non sia "custode" o insegnante o genitore, ma Animatore disponibile ad accompagnare le scoperte, l'avventura, in cui il controllo e il lasciar fare siano equilibrati e duttili, che tengano conto delle esigenze in trasformazione di bambini e giovani. Occorre inserire nella quotidianita' di bambini, ragazzi e giovani, spazi diversi da casa a scuola, dove sia possibile una differente esperienza di gruppo, la ricerca di soluzioni, la progettualita', l'invenzione. Predisponendo per il tempo libero infantile e giovanile, offerte flessibili, suggestioni e strumenti che inducano a giochi in cui ognuno sia in grado di risolvere da solo o in gruppo i problemi, in cui si mantenga vivo il naturale gusto all'apprendimento e alla comunicazione. organizzando il maggior numero di esperienze e scoperte possibili, con l'aiuto di personale qualificato, capace di:
  • stimolare la scoperta nella citta', di angoli inediti, di strade o spazi da giocare ;
  • raccogliere e proporre le offerte culturali, per stimolare la costruzione di una nuova culturale dove la testimonianza della tradizione e la spinta verso l'innovazione si incontrano ;
La necessita' che le diverse proposte ludiche, gli spazi e il tempo del gioco, non siano un'esperienza estemporanea, degli episodi isolati, ma esperienze significative, devono essere riconosciute e praticate quotidianamente sul territorio, che si presenta differente da quartiere a quartiere. Ma non basta, il senso di un PROGETTO GIOCO, trava significato quale strumento di raccordo sia interno che con altre realta' educative sociali e culturali che si rivolgono al bambino, per ampliarne le offerte e qualificarne l'intervento pedagogico.
Obiettivi comuni
E' utile sottolineare le finalita' che accomunano le ludoteche, i punti gioco, il Centro per la Cultura Ludica e le sale gioco in Ospedale, pur con la consapevolezza che tali obiettivi devono essere sviluppati, ampliati ed integrati, secondo le diverse caratteristiche socioambientali e territoriali di ogni struttura. Questo per rimarcare gli ambiti di autonomia di chi opera sul campo e la fondamentale esigenza di caratterizzare il proprio operato, considerando coerentemnte le esigenze e i bisogni del territorio di cui si e' parte. l'intento principale e' quello di garantire il diritto al gioco, (secondo quanto previsto dalla convenzione Internazionale dei diritti dell'Infanzia, art.31, recepito in Italia nel 1991), con consapevolezza e attenzione ai mutamenti socioculturali che determinano la trasformazione della famiglia, della scuola, delle relazioni umane tra coetanei e tra generazioni diverse, e ancora di piu tra culture differenti. Il diritto al gioco e' un diritto per tutti.
Nell'analisi della citta' di oggi, per rendere possibile quanto detto, e' necessario assicurare spazi per il gioco riconoscendo l'importanza dello spazio fisico in cui giocare ed incontrare altri che hanno voglia di giocare, i servizi del Progetto Gioco, vanno cosi ad integrare giardini e aree di gioco all'aperto nelle quali e' possibile ritrovarsi e in alcuni casi e' necessario riappropriarsi. Lo spazio, pero', non e' solo quello fisico, ma anche spazio temporale, per questo e' indispensabile essere disponibili secondo le esigenze dei bambini e dei ragazzi e delle loro famiglie. Attraverso l'attenzione ai bisogni dei bambini e non solo, proponendo attivita' diversificate, ma anche spazi di autonomia, emerge un ulteriore obiettivo comune di carattere generale: intervenire sulla qualita' della vita. Con cio' si intende riassumere il valore di tutte le operazioni educative, nel senso piu' ampio del termine, che si compiono in Ludoteca e nei Punti Gioco o nelle Sale Gioco degli Ospedali e che vanno:
  • dalla varieta' delle proposte, alla disponibilita' verso nuovi progetti ;
  • dal proporsi come luogo di aggregazione e incontro, al sapersi rapportare con il singolo utente garantendo spazi di autonomia ;
  • dagli interventi in feste di piazza per giocare tutti insieme a momenti e strumenti offerti alla crescita individuale ;
  • dalla possibilita' di sperimentare cio' che produce il mercato intorno al gioco, (giocattoli e affini), alla ricerca creativa di nuove soluzioni e nuovi prototipi ;
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