Il gioco in Ospedale

Pubblicato: Lunedì, 22 Settembre 2014
L'Associazione "Gioco e Studio in Ospedale", difende e diffonde il gioco e lo studio in Ospedale e si propone di coordinare coloro, che a diverso titolo, sono interessati a un confronto culturale e professionale sulle tematiche ludiche e didattiche in ospedale. L'esperienza professionale che vi porto e' quella di insegnante di scuola dell'infanzia nella Divisione di Nefrologia dell'Istituto Pediatrico Gaslini che si occupa del gioco in ospedale rivolto a tutti i bambini ricoverati. Vorrei introdurvi al tema del gioco con un brano tratto e adatto dal Libro di Andrea Canevaro, "I bambini che si perdono nel bosco".
"(...)Quando un bambino entra in ospedale, e' come se fosse portato nel bosco, lontano da casa. Ci sono bambini che si riempiono le tasche di sassolini bianchi, e li buttano per terra, in modo da saper riconoscere la strada di casa anche di notte, alla luce della luna. Ma ci sono bambini che non riescono a far provvista di sassolini, e lasciano delle briciole di pane secco come traccia per tornare indietro. E' una traccia molto fragile e bastano le formiche per cancellarla: i bambini si perdono nel bosco e non sanno piu ritornare a casa(...)"
Per un bambino il ricovero in ospedale rappresenta un evento traumatico. All'inizio i dottori, le infermiere e tutto il personale ospedaliero sono soltanto camici bianchi anonimi che si muovono in uno spazio sconosciuto. Le relazioni interpersonali cui era abituato mutano improvvisamente, si allenta la fiducia nell'onnipotenza dei genitori che a loro volta subiscono l'ospedalizzazione al pari del figlio, il vissuto di abbandono e' sempre piu presente e cio' determina un senso di instabilita' emotiva e di confusione. Per adattarsi alla nuova situazione il bambino e' obbligato a mettere a fuoco nuovi volti, nuove situazioni e, se adeguatamente seguito dalla famiglia e dal personale sanitario, distinguera' con i propri tempi le nuove relazioni e sapra' instaurare un rapporto di fiducia. Nell'ambito di questo contesto psico-medico-sanitario la figura dell'insegnante, dell'educatore si pone come figura intermedia e il suo ruolo e' spesso funzionale alla creazione di quella base comunicativa che puo facilitare l'adattamento del bambino e della sua famiglia mantenendo "la continuita'" sia pure "nel cambiamento".
E' dentro questa realta' specifica dell'ospedale che il gioco rappresenta lo strumento attraverso cui poter entrare in relazione con il bambino e che permette al bambino di esprimere i propri vissuti, di entrare in contatto con l'ambiente e le persone e di trovare un contenimento alle sue paure, ansie, dovute all'esperienza di ospedalizzazione. Gli obiettivi prioritari del gioco in ospedale sono:
  • Rispondere ai bisogni propri del momento ;
  • Fornire il maggior numero possibile di sollecitazioni ;
  • Restituire il maggior numero possibile di "elementi persi" per la continuita' della crescita ;
I bambini e bambine che vivono dei traumi, hanno la possibilita' di ritrovare la loro struttura e il loro equilibrio se hanno lo spazio mentale e trovano, accanto ad eventi di disagio che li hanno colpiti, occasioni di sviluppo e di recupero. Una di queste occasioni puo' essere il Gioco.
Come organizzare il Gioco in ospedale?
L'organizzazione del gioco non puo' prescindere da questi due ordini:
  • Condividere le proprie finalita' ;
  • Definire gli aspetti organizzativi ;
Il primo e' legato ad una progettualita' educativa intrinseca al gioco e alle attivita' ludiche che comprendono attivita' grafico-pittoriche, di manipolazione, di invenzioni di storie e filastrocche, giochi simbolici e di societa'. La seconda, rigurada l'entrare nella logica di far parte dell'equipe trovandosi ad operare in spazi e tempi propriamente organizzati con finalita' sanitarie. Alla base dell'organizzazione dell'attivita' ludica c'e la definizione e il riconoscimento dello spazio gioco. Riconoscere lo spazio significa riconoscere la persona e i suoi bisogni. Lo spazio ideale e' una sala giochi con spazi e arredi che siano il piu funzionale possibile alla realizzazione delle attivita'. Se non c'e la possibilita' occorre adattarsi e reinventare l'uso dello spazio, per esempio utilizzare il corridoio, creare in un piccolo spazio come una rientranza un angolo per poter giocare, utilizzare le stanze di degenza. Una struttura adeguata con uno spazio riconosciuto permette di proporre ed adeguare le proposte di gioco nel rispetto:
  • Delle diverse eta' dei bambini: proponiamo giochi e attivita' ludiche a tutte le fascie di eta'; e' possibile organizzare angoli tematici di gioco (societa', gioco simbolico, piccoli atelier o laboratori) ;
  • Delle condizioni di salute: le condizioni di salute possono procurare debilitazione fisica e psicologica, le terapie possono influire sullo stato di salute quindi le proposte devono tenere conto di cio' ed adeguarsi ;
  • Degli eventuali primi rifiuti, da accettare e rispettare lasciando il tempo per potersi inserire con gradualita' ;
  • Delle condizioni di sicurezza e igiene da rispettare (mascherine da indossare, terapie da assumere) ;
  • Degli orari di apertura e chiusura della sala giochi, dell'utilizzo dei giochi e dei materiali didattici che, in questa realta' con situazioni con diverse variabili, discontinuita' e interruzioni, costituiscono un riferimento e un contenimento alla situazione di disagio vissuta ;
  • Della composizione del gruppo dei bambini: la diversa eta', i diversi percorsi evolutivi, i diversi bisogni ludici, richiedono la giusta attenzione ed adeguamento delle proposte ;
Le situazioni di gioco piu comuni che si trovano in ospedale sono:
  • Di gruppo, nella sala giochi con diverse proposte per eta' con giochi da tavolo, costruzioni, memory, dama, othello, angoli di gioco simbolico ;
  • In camera quando le prescrizioni mediche e lo stato di salute comportano un'attenzione particolare per la situazione delicata. C'e maggior coinvolgimento da parte dell'adulto con un rapporto piu individualizzato, c'e la presenza costante del genitore ;
  • Di movimento, condizionato dalla struttura ma realizzabile attraverso l'organizzazione di una caccia al tesoro, di percorsi musicali, di gioco al canestro ;
  • Il raccontare una Fiaba che rappresenta per il bambino un momento in cui sentirsi insieme agli altri, vivere un'atmosfera di rilassamento in cui puo' trovare spazio la fantasia offrendo nuove dimensioni alla sua immaginazione ;
la grande sfida educativa dell'adulto che gioca con il bambino in ospedale sta nell'abilita' di riattivare quotidianamente l'insieme della sua dimensione ludica di fantasia, per poter consentire al bambino di riconoscerla e riattivarla in se'. L'adulto rimane adulto e diventa compagno di gioco, regista attento delle varie situazioni permettendo al bambino, attraverso la sua partecipazione, di sentirsi a suo agio in un clima di allegria ed empatia senza perdere l'attenzione a cio' che accade intorno. La presenza dei genitori accanto al bambino e' un aspetto delicato che l'adulto educatore si trova a dover fronteggiare nel suo percorso e nella sua organizzazione del lavoro. E' necessario definire con esattezza anche delle regole per la presenza del genitore in quanto da un lato procura una limitazione all'operare dell'educatore e quindi un disturbo all'autonomia del bambino, dall'altro non si puo certo precludere la possibilita' di svolgere insieme al proprio figlio attivita' che possono aumentare il legame fra loro. Considerati questi aspetti sta all'educatore valutare l'opportunita' o meno di lavorare in presenza del genitore verificando:
  • Il grado di autonomia del bambino ;
  • La gravita' della patologia ;
  • Il bisogno dei genitori di sentirsi utili ;
  • I vincoli collaterali imposti dalla malattia e dalla terapia ;
Entusiasmare e creare opportunita' di partecipazione adatte ai bambini di eta' diverse necessita di un ventaglio di attivita' adatte alle diverse situazioni. Sicuramente la realizzazione di piccoli oggetti con materiali semplici e' la modalita' piu coinvolgente: sopra-scarpe che diventano farfalle, siringhe che diventano api, mascherine che volano come mongolfiere...lasciandoci trasportare dalla fantasia, con l'aiuto di un cartoncino, colla, pitture, stimoliamo la capacita' di saper trasformare e dare nuove sembianze a cio' che ci circonda. L'attivita' creativa e di manipolazione e' una risorsa che puo essere d'aiuto in tante situazioni e puo rivelarsi una carta vincente per rompere la routine quotidiana, liberare timori ed aggressivita' e dar vita a momenti di socializzazione, di aggregazione e di ascolto.
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