Il LudoBus: Diritti dell'infanzia (Parte 1)

Pubblicato: Lunedì, 22 Settembre 2014
Il mio e' l'intervento non di un esperto di Ludobus, ma di un "utilizzatore" frequente di ludobus nella variegata gamma di attivita' volte a far dialogare bambini e citta'. La mia competenza e' fondata sulle molteplici e consolidate esperienze di attivazione di servizi socio-educativi territoriali e di costruzione di momenti di integrazione tra soggetti e servizi impegnati nella promozione dei diritti dei bambini.
Primi bilanci della 285
Parlare, oggi, di Ludobus e di sistema integrato dei servizi socio-educativi territoriali, dopo il primo triennio dell'era 285, ci obbliga a partire, anzitutto, da una considerazione valutativa delle trasformazioni avvenute in questi anni nella qualita' della vita dell'infanzia. Possiamo affermare con certezza che molto e' stato investito sul piano delle risorse culturali, politiche ed economiche per puntare a creare un sistema di servizi finalizzato alla predisposizione di opportunita' a favore dell'infanzia. Il molto investito ha determinato un effettivo miglioramento della condizione dell'infanzia in Italia? All'aumento dei servizi ha corrisposto una migliore crescita dei bambini e delle bambine? L'accresciuto interesse per i diritti dei bambini/e ha determinato una migliore partecipazione dei bambini alla vita delle citta'? Le famiglie hanno trovato nuovi e piu efficaci alleati nello svolgere il loro ruolo di accompagnamento della crescita dei loro figli? Per misurare l'incidenza degli interventi attuati, bisogna considerare, in particolare, a che punto siamo con l'applicazione diffusa dei diritti dell'infanzia: quanto e quale benessere, quanto gioco, quanta e quale istruzione, quanto protagonismo (autonomia e responsabilita') sono stati introdotti nella vita quotidiana dei bambini italiani.
Sistema integrato
L'altro riferimento importante, per una organica valutazione, e' costituito dall'attenzione ad uno degli aspetti organizzativi fondamentali: il tasso d'integrazione, coordinamento e raccordo esistente tra le diverse agenzie e i vari servizi educativi. Da anni e in tante circostanze si afferma che la rete e' coordinamento e moltiplicazione di opportunita', di risorse e possibilita', e' attivatrice di protagonismo, di intese, di comuni e feconde pianificazioni, rende accessibile a molti strutture e attivita' utili per una buona qualita' della vita. I nuovi servizi hanno avuto la capacita' di creare o ampliare le reti di opportunita', hanno determinato nuove alleanze operative? Spesso si ha la percezione che molti servizi nati con i finanziamenti della 285 costituiscano "fatti isolati", non ben radicati nella comunita' di riferimento o non ben collegati con le altre realta' educative (famiglie, scuole, altri servizi). Andrebbero rilevate e modificate le tante situazioni in cui "nulla e' accaduto", in quanto i soldi sono stati spesi o sono spesi per servizi-fantasma o servizi episodici o servizi inutilizzati o inutilizzabili o che sono completamente fuori dalle indicazioni di legge. La Legge 285, tra le tante buone cose codificate, ha anche reso obbligatoria la cultura e la prassi dell'integrazione e della valutazione. A tal proposito, all'art.9, indica, tra l'altro, che:
"Entro il 30 Giugno di ciascun anno, le Regioni(...) presentino una relazione(...) sullo stato di attivazione degli interventi previsti dalla presente legge, sulla loro efficacia, sull'impatto sui minori e sulla societa', sugli obiettivi conseguiti e sulle misure da adottare per migliorare le condizioni di vita dei minori nel rispettivo territorio".
All'interno di questo scenario, si colloca la considerazione del Ludobus, nuovo servizio educativo in via di espansione in Italia. Esso, infatti, comincia ad occupare uno spazio importante nella gamma delle opportunita' che vengono offerte per l soddisfacimento dei diritti al gioco, alla socializzazione, allo sviluppo globale, all'uso infantile della citta'. Dall'episodicità, dall'evento-spettacolo e da proposta importata dall'estero, comincia ad essere considerato in modo organico e sempre piu diffuso in vari contesti d'Italia.
Il Ludobus... nella rete!
La Legge 285 e i suoi collegati avevano ben impostato l'approccio ai "nuovi attrezzi del mestiere". Negli Orientamenti alla progettazione degli interventi previsti dalla Legge 285/97 (Centro Nazionale di Documentazione ed Analisi sull'Infanzia e l'Adolescenza), un documento "ufficiale", il Ludobus viene legittimato, definito e caratterizzato come servizio educativo dalle alte e molteplici funzioni:
"Per Ludobus si intende un veicolo di medie o grandi dimensioni appositamente attrezzato per attivita' di gioco e di animazioni(...) e' un servizio che dimostra una originale capacita' di aggregazione e di animazione utilizzando il gioco come esperienza di base(...) il Ludobus si caratterizza per la mobilita', per la capacita' cioe' di portare il gioco e l'animazione nei piu diversi luoghi(...) Il Ludobus puo essere parte... di una ludoteca, di cui diventa una sorta di "prolungamento" sul territorio, ma puo' configurarsi anche sulla base di una propria autonomia progettuale(...) Il Ludobus svolge un servizio educativo portando le proprie iniziative in quelle realta' del territorio piu deprivate dal punto di vista della qualita' della vita infantile(...) Piu in generale, l'biettivo del Ludobus e' quello di portare il gioco ovunque, creando attraverso l'animazione un dis/ordine che consente ai bambini di guardare, stare e agire in quell'ambiente in modo alternativo rispetto a una "quotidianita' d'uso" che spesso inibisce o mortifica il loro diritto al gioco".
La lunga citazione del documento ministeriale aiuta a comprendere la specificita' di tale servizio e dimostra come esso ben si inquadra nella "filosofia 285". Salvo a verificare, anche in questo caso, che spesso si diverge da quelle chiare indicazioni.
Share
Visite: 1208

Iscriviti alla Newsletter!