Il LudoBus: Diritti dell'infanzia (Parte 2)

Pubblicato: Lunedì, 22 Settembre 2014
Avvia, continua, diffonde!
Nella mia esperienza il Ludobus e' stato utilizzato per varie funzioni. Esso ha segnato l'avvio di una nuova stagione di attenzione all'infanzia e alle necessarie trasformazioni della citta'. E' stato momento di forte sensibilizzazione sui temi fondamentali del gioco e della citta' a misura di bambino e momento di concreta sperimentazione del gioco libero, creativo e multidimensionale. In tale formula si e' collocato all'inizio di un percorso che ha visto la nascita di una rete di servizi per l'infanzia sia nella realta' della scuola in cui insegnao (Istituto Professionale per i Servizi Sociali di Brindisi) sia nella realta' di Mesagne che in quella di Ostuni. In altri momenti e' stato un buon compagno di attivita' con i servizi stabilmente funzionanti o ha consentito l'ampliamento e la disseminazione geografica e temporale delle loro potenzialita'. La Ludobiblioteca di Ostuni e' molto frequentata e partecipata. Essa e' luogo di educazione vivace alla liberta', alla creativita', alla liberta', alla partecipazione. I percorsi ludico-formativi, che in essa si svolgono, sono molteplici: laboratori, giochi, libri, teatro, costruzioni, escursioni,ecc...
Il Ludobus, in tale contesto, non e' stato scelto soltanto come modo per rendere piu' accessibile ed itinerante le possibilita', che la Ludobiblioteca offre nei suoi locali, ma per aggiungere qualcosa. Esso, infatti, offre molto di piu', promuove di piu'. Abbiamo inteso sottolineare con la scelta del Ludobus: la poliedricita', la liberta' ampia, la centralita' del gioco, gli incontri all'aria aperta, la territorialita', il superamento degli schemi(luoghi, fasce orari, gruppi, numeri, prenotazioni). Esso, infatti, determina luoghi e spazi non appartati ne' isolati ne' recintati. E' piu democratico, facilmente raggiungibile, apre nuovi spazi, riempie quelli gia' destinati, ma vuoti o sottoutilizzati, riempe parchi e piazze, crea piazze e parchi. Si e' rivelato, inoltre, il veicolo itinerante piu efficace e praticante della cultura dell'infanzia, del gioco e dei diritti. Abbiamo usato il territorio, lo abbiamo abitato, abbiamo valorizzato il protagonismo dei ragazzi. Abbiamo compiuto azioni concrete e paradigmatiche di riconquista della citta' da parte dell'infanzia e non solo.
Andare oltre...
Dopo una necessaria fase di pionerismo e di varie sperimentazioni, oggi il Ludobus non puo restare al di fuori di organici progetti per l'infanzia. Potremo finalmente dire che il Ludobus ben utilizzato o avvia o continua o diffonde la nuova politica locale che vede al centro i bisogni e il protagonismo dei bambini e non solo. Non ci si puo' limitare solo ad aprire nuovi servizi (che pure e' importante e puo essere un buon punto di partenza), ma bisogna puntare a definire operativamente piani regolatori territoriali (o di zona, secondo la logica della Legge 328/2000) per l'infanzia, finalizzati ad invadere l'intera politica locale e a provocare trasformazioni nel modo di percepire la presenza dei bambini nella famiglia, nella scuola, nel quartiere, nei servizi, nella citta'. Se il Ludobus si inserisce nel modo appena accennato non puo' che essere uno "strumento" dalle molteplici potenzialita'. Anzitutto puo essere attivatore di sinergie (di integrazione), in quanto la sua presenza, invece che episodica e tutta esterna, puo diventare la risultante di azioni congiunte di vari soggetti: operatori dell'Ente locale, della scuola, dell'associazionismo, dei quartieri. Si presenta in forma integrata, in quanto risponde ad una plurialita' di bisogni, diventando spazio della "naturalita'", della divergenza, della creativita', del gioco pluri-tripologico, della socializzazione, dell'avventura, della costruzione, dell'intercultura, della globalita' dei linguaggi,ecc...
Esso svolge un'importante opera di formazione e di educazione attraverso la sperimentazione di nuove dimensioni urbane, nuove modalita' relazionali (con l'ambiente, tra cittadini delle diverse eta', tra cittadini e istituzioni), nuovo modo di giocare, nuovo modo di vivere la citta', nuovo modo di concepire l'apprendimento e il tempo libero. Traduce in pratica il concetto di spazi educativi, di citt' educativa: spazi pieni di bambini gioiosi ed attivi, laboratori dai linguaggi multipli doce c'e deserto umano e pienezza automobilistica, vivacita', creativita' e colori dove predomina, giornalmente, il caos, il rumore assordante o la solitudine piu grigia. Sollecita un'azione di cittadinanza attiva, per non rendere estraneo, effimero o episodico tale esperimento. Il Ludobus aiuta la riconquista graduale della citta' ai valori della vivibilita', della sostenibilita' e della comunitarieta'. Basta con il Ludobus, evento isolato e tutto esterno, che diventa spettacolo per una volta e poi scompare, lasciando una citta' immutata e invivibile! Al Ludobus e ai suoi qualificati operatori e committenti, oggi deve essere chiesto altro. L'ultimo arrivato tra i servizi educativi puoi aiutare ad introdurre modificazioni sostanziali di riordino, perfezionamento ed innovazione. Favorire l'integrazione tra i servizi e le agenzie educative, provocare trasformazioni nella citta', promuovere la cittadinanza attiva, offrire piu opportunita' ludiche e formative al plurale, ma soprattutto attraverso il gioco, accentuare la dimensione creativa, rendere piu visibile la presenza dei bambini nella citta'.
Uguaglianza e itineranza
Al Ludobus, oggi, deve essere richiesto, soprattutto, di promuovere l'uguaglianza delle opportunita'. Riprendo quel concetto di "prolungamento" accennato negli "Orientamenti", dovendolo ampliare, generalizzare e praticare. L'identita' caratterizzante il Ludobus e' l'Itineranza. Questo valore deve informare di se' tutti i servizi. Tutti devono poter accedere alle diverse opportunita' create nella citta'. Il Ludobus deve portare vicino casa tutti i bambini, in tutte le scuole (del centro e della periferia), in tutti i quartieri il gioco, la Ludoteca, la biblioteca, l'atelier, l'arte, le attivita' robinsoniane, la musica, la storia, la multimedialita', i laboratori, la progettazione partecipata, gli strumenti del divertimento,ecc...
Spesso i nuovi e i vecchi servizi sono collacati in luoghi facilmente accessibili ("andarci da soli"), solo per pochi "privilegiati" (per genitore, per censo o per geografia) e difficilmente fruibili o raggiungibili per molti, forse la maggior parte. La strategia per la facile accessibilita' di tutti deve diventare parte costitutiva di tutti i servizi e di tutti i progetti rivolti all'infanzia. Anche nei servizi educativi deve cominciare ad accompagnarsi all'indispensabile ed urgente parametro della qualita, anche quello della quantita' dei soggetti coinvolti: non devono restare zone e soggetti non coinvolti nel processo di promozione delle opportunita' formative. Basta con i servizi per pochi. Basta con i servizi doppioni o sottoutilizzati o sconosiuti!
Il Laboratorio "Citta' Ragazzi"
Bisogna costruire veramente un sistema coordinato e cooperativo di agenzie educative. E' urgente integrare e mettere in rete per evitare sprechi, per pianificare bene, per moltiplicare l'efficacia degli interventi, per non lasciare zone, soggetti o bisogni scoperti. Anche in questo caso, occorre individuare strumenti che facilitino il concretizzarsi di concetti troppo spesso enfatizzati sui manuali teorici e nei progetti, ma poche volte attuati. L'integrazione ha bisogno di luoghi e di soggetti a cio' deputati. Nell'esperienza ostunese tale strumento e' stato individuato nel Laboratorio "Città Ragazzi" (ispirato alle intuizioni di Francesco Tonucci), che ha come compiti specifici: la partecipazione dei bambini alla vita della citta', il coinvolgimento attivo e decisionale delle varie istanze della comunita' cittadina (famiglie, ragazzi, scuole, operatori, amministratori) e la costruzione graduale di alleanze progettuali ed operative tra soggetti ed istituzioni che lavorano per e con l'infanzia. Il Laboratorio "Citta' Ragazzi", uno dei piu importanti servizi istituiti, costituisce l'emblema concettuale ed operativo piu eloquente. Quivi convergono e prendono corpo le azioni e il protagonismo di tutte le istanze, in particolare dei ragazzi. Quivi si materializza la sala di regia delle operazioni cittadine per e con l'infanzia, l'officina delle idee, lo spazio del confronto e di ascolto dei ragazzi. Quivi sono nati i piccoli e grandi progetti: Torniamo in strada, Carnevale dei ragazzi, Natale dei ragazzi, Estate Ostuni Ragazzi, le tante giornate di animazione in piazza, la Settimana dei bambini del Mediterraneo, il Consiglio Comunale dei Ragazzi. Quest'ultimo e' stato il frutto piu vivo, stimolante e considerato. Dal Laboratorio e' nato e si e' alimentato il crescente entusiasmo partecipativo dei ragazzi, delle famiglie, delle scuole: il contare veramente, l'essere ascoltati, il sentirsi co-ideatori e co-decisori di operazioni cittadine, sollecita, incoraggia, gratifica... migliora ed accresce il tasso di cittadinanza... vivifica la citta'.
Share
Visite: 1182

Iscriviti alla Newsletter!